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FEBBRAIO 2016 - A VOXE DU CAMPANIN

31.01.2016 12:06

U LÛNÄIO DE VÄZE  2016 ALLA COOP

Venerdì 18 dicembre, U Campanin Russu è approdato alla Coop di Varazze per presentare il Lûnäio de Väze 2016, riscuotendo un significativo successo di critica e di pubblico, in una simpatica atmosfera di amicizia, foriera di ulteriori, auspicabili collaborazioni culturali ancora nella accogliente sala "Punto Coop". La presentazione è stata introdotta dalla Presidente Coop Varazze, Bruna Dabove, seguita dal delegato alle iniziative Coop Antonio Pietropaolo, per poi continuare con il Presidente del Campanin Russu Giovanni Ghione, che ha spiegato la genesi di questo Lûnäio, dedicato al cammino nei secoli della nostra città attraverso le "vie del legno, del sale, della fede e del mare". Roby Ciarlo, che ne ha curato con indiscussa bravura i disegni, ha quindi illustrato l'opera con approfondite spiegazioni che hanno visibilmente interessato l'attento uditorio. Alcune delle poesie che fanno parte del Lûnäio sono state lette da Giovanni Ghione e da Mario Traversi, anch'esse sottolineate dal più vivo successo e consenso, riportando l'auditorio agli echi del nostro antico linguaggio, legato com'è ad usi e costumi che U Campanin Russu difende e non si stanca di indicare alle nuove generazioni. Un gradito rinfresco ha concluso il riuscito pomeriggio. L'evento è stato ripreso dagli operatori del Campanin Russu, Gianni Giusto e Giuseppe Bruzzone, con la collaborazione di Tomaso Pastorino. 

BUONI AUSPICI DAL "CONFEUGO"

Il fumo è salito sicuro in verticale verso il cielo, segno di buone prospettive per il 2016. Così, anche quest'anno, si è svolta con successo la tradizionale cerimonia del "Confeugo", organizzata nella mattinata di sabato 19 dicembre 2015 da U Campanin Russu, in collaborazione con la Confraternita N.S. Assunta e dal Corteo Storico "Sacre Rappresentazioni di S. Caterina da Siena", con il patrocinio del Comune di Varazze, Assessorato alla Cultura. La manifestazione si è svolta in piazza Beato Jacopo, nella cornice di un folto e partecipato pubblico di cittadini e di numerosi e graditi ospiti che ha applaudito con vivo compiacimento e simpatia le varie fasi della cerimonia. Iniziata con la sfilata del Corteo Storico di S. Caterina in costume del '300 e una suggestiva danza medievale eseguita con grazia e leggiadria dalle allieve della Scuola Danza Varazze guidate dai passi aerei della maestra Giovanna Badano. Dopo una breve presentazione del "ciambellano" Mario Traversi, ha preso la parola Giovanni Ghione, nelle vesti dell'"Abate del Popolo", il quale, dopo alcuni complimenti per quanto realizzato dall'Amministrazione Comunale in diverse e specifiche realtà cittadine, ha "mugugnato" su altri aspetti e "suggerito" alcune iniziative, tra le quali il modo originale ed efficace per valorizzare l'ormai ben conosciuta "Onda di Varazze" (che richiama surfisti da varie parti d'Italia e anche dall'Estero) attraverso l'istituzione di un riconoscimento annuale per il miglior "cavaliere dell'onda", che certamente riscuoterebbe vasto interesse e positivi riscontri turistici.. Il Sindaco Alessandro Bozzano ha quindi risposto, complimentandosi con U Campanin Russu tutta l'attività del sodalizio culturale che lo vedono attivo durate tutto l'anno, soffermandosi inoltre ad illustrare alcuni interessanti progetti in corso, tra cui il campo sportivo ai piani della Natta, in collaborazione con il Comune di Celle Ligure. È seguito lo scambio dei doni (il bellissimo e buonissimo pane donato da "Angela sul ponte" e il vino del nostro entroterra) da parte del Campanin Russu" e le noci "u dinà da noxe", da parte del Sindaco, Assessori e Consiglieri comunali. L'accensione del ceppo di alloro e il tradizionale brindisi, offerto signorilmente dal Bar Mario, ha concluso la riuscita manifestazione ripresa da Televarazze, intervenuta con il Presidente Piero Spotorno e il cameraman Giuseppe Codino

IL "NATALE  VÄZIN" ALL'ASSUNTA

Nel pomeriggio dello stesso sabato 19 dicembre, il Natale Väzin" ha richiamato numerosi cittadini e ospiti nell'accogliente Oratorio di N.S. Assunta, per festeggiare la nascita del Redentore con canti e musica, nell'ascolto dei piccoli, bravissimi esecutori guidati con maestria da Walter Bianchi, Lucina Bottino e Valeria Bruzzone, (ai quali va un sincero e grato elogio per aver saputo amalgamare musica e canto in modo veramente eccellente) in un crescendo di toccanti sensazioni che hanno deliziato il pubblico, immergendolo emotivamente nella dolce atmosfera natalizia, mentre Ilaria Delucchi, accompagnata dalla maestra Olga Rovere, ha ulteriormente confermato le sue doti eccezionali con la sua calda e vibrante voce, (sembrava... Noah) unita poi a quella della piccola Emily Lapponia. La manifestazione, curata nei minimi particolari dai dirigenti della Confraternita N.S. Assunta (Priore Gianni Delfino), è stata condotta da Mario Traversi che ha recitato alcune poesie natalizie e si è conclusa con l'inaugurazione del presepe artistico e un ricco e confortevole rinfresco. All'inizio del concerto, l'Assessore alla Cultura Mariangela Calcagno ha portato il saluto dell'Amministrazione Comunale, ribadendo i rapporti di amicizia e di collaborazione che legano il volontariato cittadino all'attività della cosa pubblica. Un Natale Väzin sereno e ottimamente riuscito, quello dell'edizione 2015, che invita a guardare avanti con la freschezza dei meravigliosi bimbi che hanno animato questa festa di pace e di fraternità. L'evento è stato ripreso dalle telecamere del Campanin Russu (Giusto e Bruzzone).

BRINDISI E CONSUNTIVO AL CAMPANIN RUSSU

Con una simpatica serata nella sede sociale, martedì 22 dicembre, il Presidente Giovanni Ghione ha tracciato un consuntivo, alquanto positivo, del Campanin Russu per quanto riguarda il 2015, anno che ha visto molte iniziative portate avanti con successo (serate al Chiostro e all'Auditorium degli Stellati, conferenze in Biblioteca, interventi alla Consulta Ligure, Confeugo, Natale Väzin, interviste a personaggi ed anziani del luogo per riportarne preziose testimoniante per il futuro, interventi su questioni inerenti la vita sociale, culturale e l'ambiente della città, nonché la costante presenza de "A Voxe du Campanin Russu" sul Giornalino di Varazze e Frazioni, ecc. molte altre, indicando per il futuro una maggiore attenzione per ciò che riguarda alcuni aspetti organizzativi da mettere particolarmente a fuoco. Per il 2016, dopo la pausa intercorsa per le festività natalizie, l'Associazione ha ripreso in pieno la propria attività il 12 gennaio per predisporre la preparazione di un calendario di nuove iniziative e proposte che saranno via via elaborate e rese pubbliche alla cittadinanza.

RICORDATO MONTALE NEL  40° DAL NOBEL

Nel 40° anniversario dall'assegnazione del premio Nobel per la letteratura, è stato ricordato, lunedì 21 dicembre, presso la Biblioteca Civica (porta il suo nome) Eugenio Montale, poeta, scrittore, giornalista, che onorò l'Italia e la Liguria in particolare, con i suoi versi immortali. Presenti la nipote Lucia  Montale e la pronipote Sabina Ottonello, varazzine doc, l'Assessore alla Cultura ha dato inizio all'evento, ricordando la figura dell'uomo e del poeta nel contesto del suo lascito culturale a beneficio della nuove generazioni. Il prof. Andrea Cipollone, relatore ufficiale, è quindi entrato nelle pieghe dell'opera montaliana, descrivendone i vari e spesso non facili aspetti e soffermandosi sulla sua vita privata, ricca di episodi che ne hanno accompagnato il cammino in una lunga e significativa maturazione di carattere psicologico, accettazione di uno status in cui l'uomo non trova risposte definitive (Mia vita a te non chiedo lineamenti...ecc). Altro importante intervento è stato quello del prof. Giovanni Viberti, che con passione e una studiata e appassionata introspezione di Montale, ne ha calcato particolarmente il messaggio sul lato interlocutorio (Non chiederci la parola che squadri ogni lato....) Un incontro di alto significato culturale, che ha dato luogo a opportune spiegazioni anche sul rapporto tra Eugenio Montale e Camillo Sbarbaro, poeta, quest'ultimo, che soggiornò parecchi anni a Varazze, dove studiò presso l'Istituto Salesiano, sotto l'insegnamento di don Giacomo Gresino, insigne botanico (...Licheni...), come ricordato da Mario Traversi che ha recitato alcuni versi dedicati all'amico Camillo da Eugenio. Altro intervento di spessore interpretativo sulla ligusticità di Montale, è stato quello di Giovanni Ghione, che ha letto "Limoni", poesia a lui cara per i richiami a passaggi tipici di casa nostra. Con questa seconda "incursione" nel mondo dei grandi della poesia italiana, che segue di poco quella su Dante Alighieri, Cipollone si propone di avvicinare (o riavvicinare) in modo suadente e nello stesso tempo concreto, cittadini e ospiti di Varazze ai grandi vati che hanno lasciato segni indelebili del loro sapere quale eredità per tutti noi. Gradite presenze al ricordo di Montale, la prof.ssa Laura De Bellis, Presidente dell'Unitre Varazze, la prof.ssa Antonietta Salis, il Presidente dell'Ass.ne Artisti Varazzesi Corrado Cacciaguerra, nonché un cospicuo e attento pubblico. La manifestazione è stata ripresa da Giuseppe Bruzzone e Gianni Giusto de U Campanin Russu.    

IL PERSONAGGIO DEL MESE

Ci vorrebbe ben altro spazio per parlare di Giovanni Gaggino, uomo di mare e di avventura, già a undici anni spinto dal padre armatore a battere mari e oceani e poi, quattordicenne, in Inghilterra ad apprendere l'inglese e a studiare i metodi di navigazione adottati da quei comandanti. Uomo di mare e di commercio, affrontò lunghi viaggi in Asia e nelle Americhe, compiendo la circumnavigazione del globo nel 1872, toccando, dopo molte peripezie, l'isola di Tristan de Cunha, inviando al giornale "Il Commercio" una dettagliata relazione di quell'avventuroso viaggio. Al comando della "Fratelli Gaggino" approdò, prima nave italiana, in Nuova Zelanda e inventò, osservando il volo degli uccelli che durante i temporali non battono le ali, un nuovo sistema di aerostatico del quale ne trattò il "Secolo XIX" del 7 luglio 1888. Diventato armatore alla morte del padre, subì la crisi bancaria" di Roma e di Genova, trasferendosi quindi a Singapore, base di rilancio per altri suoi numerosi viaggi, soprattutto in Cina e in Malesia, dove accettò e diresse la rappresentanza di case commerciali francesi e tedesche. Successivamente Gaggino fondò una ditta di spedizioni che divenne la più importante dell'Asia, acquistò le isole di Freshwater e di Tioman e impiantò una grande fattoria nel'Amman, ricca di riso, tabacco e legumi. La sua sete di conoscenza lo portò a raggiungere Vladivostok, che chiamò la San Francisco dell'Asia; percorse più volte il grande fiume azzurro, commerciando e intrattenendo numerose e importanti amicizie (parlava correttamente l'inglese, il francese, il portoghese, lo spagnolo, numerosi dialetti cinesi e addirittura perfettamente il malese, del quale compilò un piccolo dizionario.) Per curare i propri affari in Malesia diede l'incarico a rappresentarlo suo cugino Cap. G.B. Cerruti (futuro Re dei Sakai) e venne ammesso, quale consigliere, alla corte del Re del Siam. Capace cartografo, redasse una mappa di un vasto territorio cinese e per questo fu elevato al rango di Mandarino del Celeste Impero, vestendone con giustificato compiacimento il costume. Fu benefico con i bisognosi, tanto in Asia che in patria e nei suoi ritorni a Varazze amava intrattenersi con il conte Edoardo Del Mayno a villa Malesia, nell'incanto dei Piani d'Invrea. Insomma, una personalità di grande spessore in molteplici campi, che fece onore all'Italia e a Varazze, città che gli ha dedicato una via. Sul cap. Giovanni Gaggino sono stati eseguiti approfonditi studi dalla prof.ssa Wanda Mantegazza, preside per alcuni anni della Scuola Media "Cap. Cerruti" di Varazze, e dagli storici Tino B. Delfino e Tonino Olivieri. Racconta Andrea Dondo, "preziosa memoria storica", che in località "Cian de Bann-a" (Casanova), Giovanni Gaggino piantò un albero di cachi portato dalla Cina, che tuttora fruttifica. Meritava questo seppur sintetico ricordo di tanto ardimentoso personaggio nato a Varazze il 16 settembre 1846 e morto nell'isola di Giava l'11 febbraio 1918 (da qui l'articolo concomitante con il Giornalino di questo mese), un uomo sul quale dovremmo soffermarci più compiutamente, magari con un apposito convegno, per metterne in luce numerose altre avventure e affascinanti imprese. Vedremo di farlo.

"BUDELLO" ANCHE DA LOANO SI LEVANO GLI SCUDI...

Siamo lieti di constatare che la difesa del nostro dialetto, e soprattutto dei toponimi, si stia diffondendo in Liguria. Bella e significativa l'iniziativa di alcuni cittadini di Loano che hanno apposto all'inizio del loro caruggiu centrale un cartello con su scritto appunto "Carùggiu e non "Budello", come vengono chiamati soprattutto dai lombardi i nostri antichi e gloriosi vicoli. A Varazze, U Campanin Russu lotta da sempre per infondere alle nuove generazioni l'amore e l'orgoglio per questa nostra antica lingua. Ed è arrivato anche, attraverso la RAI, a far conoscere il suo pensiero in proposito, con interviste e poesie. Facciamo nostra l'iniziativa degli amici di Loano (che si aggiunge a molte altre località della Liguria), chiedendo al Sindaco, che sappiamo sensibile ai nostri usi e costumi, di indicare all'inizio dei caruggi più interessati dal transito pedonale, il vero nome da attribuire agli stessi, e cioè quel "Carùggiu" che profuma di pesto e di acciughe sotto sale, dolce suono che riporta agli echi dei vecchi pescatori e delle donne con il carrettino del pesce, bandiera da rimettere al vento in questi tempi di globalizzazione che rischiano di cancellare la nostra stessa storia, con le sue originali e insostituibili espressioni linguistiche.  

Ma sta pòula...

Quande sento dî "budello"/ a-i caruggi da mæ tæra/ o me ven da fâ 'n ratello/ e ancon ciù faiæ 'na guæra./ Tutti questi foestæ/ che in Liguria chinn-an zù/ m'ëi levieiva de 'n ti pê/ pe no veddili mai ciù./ Poi ripenso 'n po' a-i dinæ/ che ne portan con sta crisi,/ lascio perde i ma e i se/ e ghe fasso duî sorrisi./ Ma sta pòula coscì brùtta/ e che a-e béle a fa pensâ/ a me fa vegnì 'na fotta/ che me guanto da-o criâ."

LA NUOVA SEDE DEL MERCATINO ORTOFRUTTICOLO

Sulle prime qualche perplessità; come sarà? Come risponderà la clientela e, soprattutto loro, i venditori, come la prenderanno? Parliamo dello spostamento, in via provvisoria, del mercatino ortofrutticolo e del pesce nel giardino ex Boschine, dalla vecchia sede sottostante il Palasport, lato est. Come in tutte le novità c'è sempre qualche larvata paura del nuovo, ma pare, da un nostro servizio, che le cose si siano messe nel modo migliore possibile, tanto nella vendita che nel paventato accostamento alla Biblioteca Civica, visto che a fine mattinata tutto ritorna nella normalità e pulizia. "Forse lamentiamo la mancanza del sole che qui non gira come nella vecchia sede", dice un ambulante, "ma per il resto non ci sono stati traumi di sorta e il lavoro va avanti come sempre". Abbiamo scattato qualche foto ai colori accattivanti delle bancarelle. Il bianco, il rosso e il verde predominano e ci riportano alla nostra bandiera nazionale. In fondo, la vicinanza con la Biblioteca unisce la cultura dei campi a quella dei libri, tesori della nostra terra dove il "sole" non manca mai...

UN NATALE DAL SAPORE TROPICALE

Varazze ha vissuto suggestioni tropicali nel lungo ponte di Natale, con una temperatura che oscillava dai 20 ai 22 gradi, il che ha richiamato, soprattutto il 26 e il 27 dicembre, numerosissimi turisti riversatisi sulla spiaggia, dove sedie a sdraio e bar sono stati rimessi in attività per l'occasione, mentre positive ripercussioni economiche sono state riscontrate nella rete commerciale e alberghiera.. Il lungomare Europa, ormai meta d'obbligo nei giorni festivi, si è accaparrato, in questa feria natalizia e di Capodanno, le simpatie di numerosi gruppi familiari e degli appassionati di footing e della bicicletta, con punte che hanno portato a veri e propri intasamenti, specie nel tratto tra la Villa Araba e il Baretto della Scogliera. Il nostro obiettivo ha catturato alcune immagini di questo Natale varazzino dal sapore di altri continenti, evidentemente gratificato dalla mancanza di neve in montagna, con inevitabili e gradite scelte rivierasche.

I PRESEPI DI VARAZZE: "SAN BARTOLOMEO"

L'Oratorio San Bartolomeo ha allestito quest'anno un presepe di sapore agreste tipicamente ligure, che mostra caratteristici momenti di vita contadina, mestieri legati alla terra, orti e scorci del nostro entroterra. Come sempre, un'ottima rappresentazione scenografica, frutto di un lavoro di equipe ricco di fantasia e di capacità, doti ormai consolidate nel tempo. 

"SAN  DOMENICO"

Suggestivo e raccolto il presepe di San Domenico, una sintesi del paesaggio palestinese dove i pastori fanno corona alla capanna della Natività in un indovinato gioco di ombre e di luci che inducono il visitatore alla contemplazione e alla preghiera. 

"N. S. "ASSUNTA"

Uno spaccato paesaggistico che ci riporta alla vecchia Varazze, il Presepe allestito nell'Oratorio di "N.S. Assunta", dove i confratelli hanno recuperato i non dimenticati "simboli" operativi della città, dal Cotonificio Ligure ai maestri d'ascia, dalle gloriose Scuole Elementari dove ora sorge il palazzo comunale, alla "chicca" dell'antico Oratorio delle Cappe Rosse, in via Carattino, che si occupava dei defunti; scelte pagine di storia che accolgono degnamente il Mistero della Natività.

"SANT'AMBROGIO"

Nello splendore delle statuine del Maragliano, con l'aggiunta di uno scorcio di paesaggio tipico ligure, il presepe nella seconda cappella di sinistra della Collegiata di S. Ambrogio s'impone per la sua bellezza artistica e, nello tempo, raccolto in uno spazio di contenuta e facile ammirazione, che induce a contemplarne appieno il messaggio divino della Natività.     

"SAN GIUSEPPE"

Il paesaggio antico e suggestivo della Palestina, ci riporta, nel presepe allestito nell'Oratorio di S. Giuseppe, al "profumo" di una Betlemme dimenticata nel tempo, dove la capanna del Redentore pare voglia racchiudere tutto il racconto della Santa Notte, senza nulla togliere alla semplice e indovinata scenografia che ne fa degna corona.

UN CIMENTO INVERNALE DA RECORD

Un Cimento invernale (?) di nuoto veramente da record, quello che ha salutato il 2016 e che segna la 66^ edizione di un appuntamento ormai classico per Varazze. Infatti sono stati ben 201 i partecipanti che si sono tuffati nello specchio acqueo prospiciente il Kursaal Margherita, circondati da una cornice di folla che ha invaso l'ex passeggiata di gomma e la stessa spiaggia, dove tritoni e ondine si sono esibiti in allegri e simpatici show ancor prima del tuffo. Il Cimento 2016, organizzato dal Comune di Varazze in collaborazione con il Club Nautico, la  Lega Navale Italiana, l'Unione Veterani Sportivi e l'Atletica Varazze, si è svolto felicemente in un mare di calma assoluta con una gradevole temperatura e senza alcun incidente (erano presenti come sempre i solerti militi della C.R.I.), augurio di un anno che si spera altrettanto sereno e proficuo per il turismo e l'economia della città, così com'è stato sottolineato dal Sindaco Alessandro Bozzano, presenti gli Assessori: Mariangela Calcagno, Luigi Pierfederici e Laura Manna, che hanno poi dato il via ad un corposo e graditissimo rinfresco nel dehor del Kursaal Margherita. Questi i nomi dei premiati per età e sesso: Cat. Uomini: Benito Salviati di Savona: cl.1928; Cat. Donne: Raffaella Aironi di Genova, cl.1924. Cat. Giovani: Samuele Giordano di Varazze, cl.2005 e Marianna Tino di Varazze, cl.2010. La manifestazione è stata ripresa da Televarazze e, naturalmente, dal nostro Giornalino. 

QUANDO IL MARE "PARLA"

Quando vuole, il mare si fa sentire; eccome! La forte libecciata di lunedì 11 gennaio ha infatti dato spettacolo, con cavalloni che non vedevamo da tempo, gioia degli obiettivi fotografici che sono scattati a centinaia per riprendere quello che soltanto la natura può offrire ai disincantati e spesso indifferenti abitanti di questo bellissimo e trascurato pianeta che ci ospita. È stata veramente una magnifica mareggiata, che ha avuto il non trascurabile merito di rimuovere i fondali, opportuno rimescolamento dell'habitat marino che porta a positivi risultati per chi vive dei proventi della pesca. Ma anche dal fronte della spiaggia questa mareggiata ha portato risultati positivi, soprattutto per la pulizia effettuata dove certe colpevoli leggerezze rappresentano seri pericoli, come ami con rimasugli di esche abbandonati da qualche incauto pescatore, trappola a volte mortale per i cani che li ingoiano, come accaduto già in passato e denunciato dall'Enpa, oltre a ferire adulti e "bambini" che passeggiano sulla battigia nei fine settimana, per godersi l'aria e il sole di Varazze, come riportato da alcuni quotidiani. Il mare ci conforta con le sue bellezze e ricchezze, ci aiuta nel lavoro ininterrotto di quel ricambio ambientale che è la fortuna della nostra riviera e fonte di necessaria positiva economia per tutti, direttamente o indirettamente, regalandoci bellezza ed emozioni. Ma anche la spiaggia ha qualcosa da dire e ci chiede di essere rispettosi nei suoi confronti, non "dimenticando" sull'arenile rifiuti vari e si rivolge particolarmente a chi non ha il senso civico di pensare che non esiste soltanto lui e la sua canna da pesca, ma anche persone e animali che possono ferirsi in modo anche serio. L'ultima libecciata ci ha regalato momenti magici di emozione che ci hanno fatto riflettere sulla fortuna che ci è stata data di nascere su questo lido e di doverne doverosamente farne parte con i molti nostri affezionati ospiti. Cerchiamo di meritarcelo questo dono, rispettando in tutti i sensi la nostra paziente madre natura.


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