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GIUGNO 2015 - A VOXE DU CAMPANIN

14.06.2015 21:45

L'OMAGGIO A LUCIO FONTANA E AL SUO SOFFITTO SPAZIALE  

Venerdì 17 aprile, alle ore 17,30, al Kursaal Margherita di Varazze, il mondo artistico si è dato appuntamento per ricordare "quel tal soffitto spaziale" che dai favolosi anni '50 sovrasta la sala in allora adibita a dancing e che porta la firma di Lucio Fontana, uno dei massimi esponenti di quella corrente artistica che rivoluzionò il modo di concepire l'immagine, "entrando oltre il quadro" in un cammino che stuzzicava e provocava critica e pubblico. Ugo Nespolo, ospite d'onore, artista e regista, già Presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino, a colloquio con Elio Ferraris, Presidente del Circolo degli Inquieti, ha tracciato il profilo di Fontana, uomo e artista, soffermandosi su quel "salotto" di chiare firme che fecero di Albisola la capitale di una stagione irripetibile di vere genialità. Il pomeriggio fontaniano si è aperto all'insegna della musica con l'intervento dei solisti e dell'orchestra degli alunni dell'Istituto Comprensivo "Varazze-Celle", presentati dalla Preside, prof.ssa Rosalba Malagamba e diretti dai rispettivi insegnanti, tra cui il nostro Federico Briasco, quindi l'apertura del convegno a cura di Carla Bracco e Lorenzo Zunino dell'Associazione Lino Berzoini con "Lucio Fontana e il Cenacolo degli Artisti", seguita dalla prolusione di Ugo Nespolo e la proiezione del
cortometraggio realizzato nel 1967 dallo stesso Nespolo, nel cui cast figurava Lucio Fontana ed Enrico Bay. Un tuffo nell'arte, questo "Omaggio a Fontana", che ci ha riportati ad una Varazze ricca di iniziative, dove i proprietari del Kursaal Margherita di allora, i fratelli Domenico ed Ernesto Botta, erano la punta di diamante di innumerevoli manifestazioni culturali e di intrattenimento di alta classe che contribuirono efficacemente al rilancio della città nel secondo dopoguerra. Cogliamo l'occasione per ricordarli alle nuove leve imprenditoriali di Varazze quali esempio di efficientismo e di originalità creativa.

IL RICORDO DI ERNESTO PISANI

Giovedì 23 aprile, presso la Biblioteca Civica "A. Montale", U Campanin Russu, con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Varazze, ha ricordato l'indimenticabile socio e amico Ernesto
Pisani, poeta dialettale e in lingua di grande spessore, la cui eredità di cultura e di insegnamenti è stata il filo conduttore della manifestazione stessa. Dopo una breve introduzione del Presidente dell'associazione Giovanni Ghione e l'indirizzo di saluto dell'Assessore alla Cultura Mariangela Calcagno, Giovanni Ghione e Mario Traversi si sono alternati nella lettura delle poesie di Pisani, tratteggiandone il profilo umano e intellettuale, con piacevoli aneddoti che sono stati la cornice ottimamente riuscita di questo quadro di
ricordi molto sentito e apprezzato dal pubblico presente, in particolare dalla vedova di Pisani, Laura e dalle figlie Alessandra ed Elisa. Giovanni Ghione si è soffermato sull'amicizia che lo legava a Pisani, vero maestro del dialettale, che lo spinse a scrivere in questa nostra antica e vera lingua, intuendone la capacità e la fantasia, mentre Traversi ne ha fatto un ricordo più "âgée", riportando l'uditorio agli anni '50 e '60 e a comuni interessi di carattere musicale. Un bel pomeriggio, dunque, denso di emozioni e illustrato dalla proiezione di Gianni Giusto dei disegni di chiari artisti che hanno accompagnato i libri di Pisani nella sua affascinante avventura letteraria. Per la famiglia, la primogenita di Pisani, Alessandra, ha ringraziato U Campanin Russu
per l'affettuoso ricordo del papà, e il pubblico per la sua presenza e attestazione di stima. Prima di passare ad un signorile rinfresco, Giovanni Ghione e Mario Traversi, a nome dell'associazione, hanno donato a Laura,
Alessandra ed Elisa, un piatto in ceramica raffigurante il campanile di S. Ambrogio, pregevole opera della socia e artista Anna Pittaluga. Come sempre hanno collaborato alla riuscita della manifestazione, oltre al già citato Giusto, Giuseppe Bruzzone (ormai ben affermato cameraman), Adriano Mantero, Tomaso Pastorino, Ettore Candela e Bertino Conforti

25 APRILE: 70 ANNI DOPO

I settant'anni del 25 aprile sono stati celebrati con una serie di iniziative che hanno coinvolto Autorità,
cittadini e gli alunni delle Scuole di Varazze. Già a partire da lunedì 20 aprile, per iniziativa dell'A.N.P.I., Sezione Berto Ghigliotto, con la partecipazione della COOP Liguria e del Comune di Varazze, è stato presentato, presso il Cinema Teatro Don Bosco, lo spettacolo teatrale "La Resistenza Segreta delle Signore", con interessanti contributi sui concittadini periti nei lager nazisti o in combattimento. Giovedì, 24 aprile, alle ore 16, in piazza Beato Jacopo, altra interessante manifestazione con il gruppo "A Brigà", un ottimo e
preparato complesso che ha riproposto le classiche canzoni partigiane con accompagnamento del coro degli alunni varazzini, una simpatica e riuscita simbiosi che ha portato, come sottolineato dalla presidente A.N.P.I. e consigliere comunale Paola Busso, una ventata di freschezza su quella pagina di storia e di libertà che le giovani generazioni non devono, né possono dimenticare. Molta folla ha seguito le varie fasi del concerto, accompagnando con meritati battimani i componenti della "Brigà" e gli alunni del coro. A queste due giornate di prologo, è seguita la cerimonia ufficiale della Liberazione, secondo il programma che prevedeva la posa di una corona d'alloro alla lapide di Emilio Vecchia, trucidato in località "Rivà" (Valloria-Pero), quindi il cimitero urbano per l'omaggio al partigiano Emilio Vallino e ai varazzini deportati e periti nei vari lager nazisti. Dopo la S. Messa in Sant'Ambrogio, celebrata da don Sandro Paiella, è seguita l'alzabandiera sul piazzale De Gasperi, quindi il corteo ha raggiunto il monumento ai Marinai d'Italia, in viale Paolo Cappa, ove è stata posta una corona d'alloro, portandosi poi in piazza Sant'Ambrogio per l'omaggio e corona d'alloro al monumento ai caduti di tutte guerre. La manifestazione del 25 aprile si è conclusa in piazza Beato Jacopo con l'orazione ufficiale del prof. Stefano Nasi, Segretario Provinciale A.N.P.I., introdotto da Paola Busso e dall'intervento del sindaco Alessandro Bozzano, che ha ricordato come Varazze si liberò il 24 aprile, ad opera del C.L.N. locale. Tanto Nasi che Busso e Bozzano hanno ribadito il significato del 25 aprile, data indelebile di libertà pagata col
sangue e donata a tutti, anche a coloro che l'avevano erroneamente e colpevolmente combattuta. Erano presenti le Associazioni Combattentistiche e d'Arma, i Vigili Urbani con il gonfalone della Città, Assessori e Consiglieri Comunali, nonché numerosa e compresa folla di cittadini e ospiti. Un particolare apprezzamento alla Banda musicale "Cardinal Cagliero" che ha accompagnato le varie fasi della manifestazione sui "leit-motiv" della Resistenza "Fischia il vento" e Bella ciao". Sono trascorsi settant'anni da quel 25 aprile 1945 e
molta acqua è passata sotto i ponti del Teiro, ma certi ricordi restano a monito e insegnamento per le nuove e future generazioni.

PARIGI PREMIA LA "VERNAZZA AUTOGRU"

Un vero e proprio "Oscar" è stato assegnato a Parigi alla Ditta "Vernazza Autogrù" per il miglior sollevamento effettuato nel corso del 2014, relativamente alla categoria "gru telescopiche con portata massima superiore a 120 tonnellate". Il primo premio di detta categoria nasce e s'impone dalle immagini del recupero del treno investito dalla frana di Andora e trasmesse in tutto il mondo. I nostri vivi rallegramenti per questa ulteriore
e qualificante "impresa" delle gru di Vernazza che onora, oltre che una famiglia che tanto ha dato e continua a dare nel campo dell'imprenditoria regionale e nazionale, anche Varazze, dove nacque negli anni '50 per
l'iniziativa e l'acume di Ermete Vernazza e della moglie, e poi portata avanti dai figli. 

RIECCOLI  QUELLI DEL TITANIO

Ne avevamo accennato nel numero scorso, ma siamo costretti a ritornare sull'argomento, dato che suonano
sinistre e sospettose alcune sirene che non possono non allarmarci. Si tratta del Titanio, il minerale che si trova nel territorio di Sassello e Urbe, precisamente nelle viscere del monte Tarinè, e che, per la sua estrazione, vi sono da anni richieste, carotaggi, avances più o meno ardite da parte della C.E.T (Compagnia Europea per il Titanio) con sede legale a Cuneo; un'operazione, questa, che ha già suscitato la netta opposizione dei Comuni interessati e di tutti gli altri, tra cui Varazze, che fanno parte del Parco Naturale del Beigua, nonché della Regione Liguria, opposizione più che giustificata per il fatto che detta estrazione rischierebbe di danneggiare seriamente l'habitat non solo della zona interessata, ma di gran parte di un
territorio che coinvolge entroterra e litorale, dato che i lavori, nonostante le rassicurazioni, lasciano adito a motivati pericoli di inquinamento, poiché i residui possono essere sparsi dal vento, oltre che filtrare nelle falde acquifere. E sappiamo bene cosa significa il tumore polmonare da Asbestosi (assorbimento di particelle di amianto, manufatto che si ottiene appunto dal titanio...) Come riportato da "La Stampa" di martedì 28 aprile 2015 (e ripreso dal Secolo XIX del 28 aprile), la C.E.T. si è rifatta viva, chiedendo il permesso di nuovi, piccoli carotaggi, che la Regione, dichiaratamente contraria a tale progetto, sta esaminando e che comunque, anche se concessi, non significano affatto un sì per l'estrazione. Come già illustrato, U Campanin
Russu fu, anni fa, tra i protagonisti di quella cordata di Comuni e di Associazioni ambientalistiche e culturali che si opposero, con successo, al pericolo dell'apertura di una miniera a "cielo aperto" (adesso si dice che
l'estrazione verrebbe effettuata con altri sicuri metodi...) e sarà ancora protagonista, se necessario, nella sempre possibile battaglia per la difesa del nostro meraviglioso territorio montano e della stessa salute di migliaia di abitanti dell'entroterra e del litorale, di oggi e di domani. Le voci si alternano a promesse, ma è dovere di tutti vigilare per conservare ciò che la natura ci ha regalato e che non vale certamente gli interessi di una multinazionale.

ESPERIA: L'ULTIMO GLICINE...?

La stupenda fioritura di glicine dell'Albergo Esperia, in via Verdi a Varazze, che ogni primavera richiama i
migliori obiettivi fotografici non solo locali e regionali, ma addirittura esteri, rimarrà soltanto un ricordo, se alla chiusura dell'esercizio, la cui attività, iniziata negli anni '30, è cessata, seguirà lo smantellamento
dell'artistico "bersò" che abbelliva l'aspetto dell'intero quartiere "derè a stazion". Con la chiusura dell'Albergo Esperia (U Bachettu) scompare un altro tassello di quel suggestivo mosaico di ricezione alberghiera, dove piccoli e medi edifici erano incorniciati da giardini e pergolati fioriti, meta di una clientela affezionata di tipo famigliare che ne godeva appieno la serena ospitalità. È una Varazze (e Liguria) che volta pagina e ci riporta a certe cartoline ancora arieggianti la Belle Epoque, tranquilli pomeriggi inondati di sole e dal frinire delle cicale, quando le vacanze erano lunghe e i ragazzi si affollavano davanti alle prime auto che arrivavano con i bagnanti milanesi. Ci siamo lasciati prendere dalla nostalgia di un mondo ormai al tramonto, ma quel glicine ha il sapore di passate gioventù e vorremmo proprio che non scomparisse del tutto...

 ESTATI  COSÌ

Una chitarra e un mandolino/ sotto il pergolato/ di pensioni famigliari./ Una canzone/ e poi il giro col piattino./ Estati così./ Piccoli Eldoradi per i posteggiatori,/ menestrelli di strada/ di tanto tempo fa,/ che accompagnavano il pranzo dei signori/ sulle note di Ciribiribin e Cincillà./ Estati lontane,/ quiete e assonnate./ Canzoni d'altri tempi,/ col sottofondo del tintinnio delle posate/ e come ritornello/ un piatto di minestra/ servito col sorriso/ sul passo del cancello.

SERATA IN S. CATERINA DEDICATA A TONINO OLIVIERI

Una vera, piccola "chicca", la serata organizzata dall'Associazione Culturale "Sacre Rappresentazioni di Santa
Caterina da Siena", col patrocinio del Comune di Varazze, Assessorato alla Cultura, presente l'Assessore Mariangela Calcagno, giovedì 30 aprile u.s., nella chiesa della SS: Trinità (S. Caterina), a conclusione dei festeggiamenti in onore della nostra Patrona e avente per tema "O fede dolce che ci dai la vita", su testi di Tonino Olivieri, Caterinato d'Onore, nel decennale della sua scomparsa (come da ricordo organizzato da U Campanin Russu il 21 febbraio 2015). Introdotta da Bianca Caniggia, Presidente dell'associazione organizzatrice, che ha ricordato l'attività svolta da Olivieri in favore del culto cateriniano (ma non solo), ha
preso il via un toccante spettacolo teatral-musicale al quale hanno partecipato Elvira Todeschi nel ruolo di lettore, Barbara Ponte in quello di S. Caterina, Carlo Terracciano, voce narrante, con indovinati intermezzi musicali di Anastasia Bruzzone (clarinetto) ed Eleonora Bruzzone (flauto traverso). Parole e musica si sono fuse in una simbiosi poetica, nell'atmosfera suggestiva della chiesa santuario ancora echeggiante le preghiere e gli inni della grande manifestazione che ne aveva fatto il centro di una rinnovata e viva fede che si ripete ad ogni 30 aprile. Successo di stile, capacità interpretativa, note appropriate e gentili che hanno avvinto il pubblico accorso a questo doveroso omaggio all'indimenticabile Tonino Olivieri, la cui silenziosa presenza si
respirava nella compostezza dell'ascolto. Complimenti ai bravi attori e alle musiciste, nonché all'organizzazione curata con indubbia capacità da Bianca Caniggia. Da Genova erano giunti per l'occasione la moglie di Olivieri, Jole, con la figlia Enrica, il marito Luca con il piccolo e vivace Giovanni Battista.
Era pure presente la sorella di Tonino, Angela con il marito Angelo, altri parenti e gli amici che non l'hanno dimenticato.       

1° MAGGIO NEL RICORDO DEI CADUTI SUL LAVORO

Un 1° Maggio all'insegna dei molti problemi che angustiano il mondo del lavoro, è stato festeggiato a Varazze alla presenza delle Autorità Civili e Militari e di numerosi cittadini e ospiti, accompagnati dalle note della Banda "Cardinal Cagliero". Dopo l'omaggio ai caduti sul lavoro, alla base del viadotto sull'Arzocco, è seguita
la cerimonia dell'alzabandiera sul piazzale De Gasperi, quindi il corteo, guidato dal rappresentante di Varazze dell'A.N.M.I.L (Ass.ne Naz.le Mutilati Invalidi del Lavoro) Angelo Tarigo, si è portato in quel di S. Nazario per la cerimonia ufficiale al monumento ai Caduti sul lavoro, dove Franco Bosio, per l'A.N.M.I.L provinciale, ha svolto l'orazione ufficiale, soffermandosi sugli aspetti che contraddistinguono l'attuale, tormentato momento storico, in cui la classe operaia vive le gravi ripercussione della ormai annosa crisi. Subito dopo ha preso la parola il Sindaco Alessandro Bozzano, rifacendosi ai luttuosi, recenti fatti che hanno investito il Tribunale di Milano, in cui avvocati, magistrati e testi sono stati colpiti nello svolgimento del loro specifico lavoro, caduti
come tanti altri delle varie categorie sul fronte di un impegno che ci deve vedere vigilanti, a tutela della stessa democrazia. Cerimonia semplice e toccante, coordinata con efficienza da Graziella Carìa, con un'attenta e silenziosa attenzione di volti giovani e anziani, nel ricordo delle tante, troppe morti immolate, spesso, per colpevoli negligenze. Oltre al Sindaco, erano presenti per l'Amministrazione Comunale: Laura Manna, Luigi Pierfederici, Mariangela Calcagno, Ambrogio Giusto, Valentina Ciarlo e il segretario Giovanni
Lombardo

VARAZZE ALLA RASSEGNA DI POESIA IN LIGURE DI ALBENGA

Alla rassegna regionale di poesia dialettale ligure di Albenga, giunta alla sua XVI^ edizione, svoltasi domenica
3 maggio c.a. nel palazzo Oddo della città ingauna, Varazze è stata rappresentata da Giovanni Ghione e Mario Traversi, che hanno letto alcune loro composizioni, riscuotendo un caloroso successo. La rassegna di Albenga,
patrocinata dall'associazione Vecchia Albenga, presieduta da Marisola Scola, su input organizzativo della promoter Deidy Lertora, raggruppa ogni anno le più significative voci dialettali della Liguria, da La Spezia a Ventimiglia ed entroterra, allo scopo di difendere e rilanciare il nostro antico parlare e le nostre tradizioni. Alla manifestazione erano presenti il prof. Franco Bampi, linguista di chiara fama e presidente de "A Compagna" di Genova, nonché il giornalista Gilberto Volpara di Primocanale, conduttore della rubrica "Genova ancheu", in onda ogni venerdì, che è stata premiata per l'impegno e la divulgazione del dialetto e della cultura ligure Ghione e Traversi, da anni facenti parte di questa selezione, hanno avuto modo di confrontarsi con le varie fonetiche delle due riviere, in un simpatico e fraterno colloquio nella nostra antica lingua.

EGO ROGANTIN E IL SUO ORTO

Poteva ben dirsi fiero del proprio orto, Pellegro "Ego" Rogantin, scomparso il mese scorso dopo una vita
di lavoro in fabbrica e, una volta in pensione, diventato provetto agricoltore. Del suo orto, accanto all'abitazione di via Nuova Cantalupo, amici e parenti avevano gustato ogni sorta di primizie, vero maestro nell'arte della semina e nella difesa delle sue creature da malattie e intemperie, dando e ricevendo
amore da quella natura in cui si era immerso con il suo proverbiale sorriso e qualche battuta bonaria. Il riscontro di questa storia che ci riavvicina al mondo arcaico delle cose semplici e buone, si è avuto nell'Oratorio di N.S. Assunta, dove Ego riposava prima delle esequie in S. Ambrogio e dove, accanto
alla bara, non c'erano fiori, ma una grande cesta di prodotti del suo orto: carciofi, bietole, insalata, frutta, le creature che aveva fatto crescere e che, molto opportunamente, gli erano state portate nel saluto per l'ultimo viaggio.  Ego, ne siamo certi, troverà della nuova buona terra per mettere su chissà quale meraviglioso orto. Il giardino del Signore ha sempre bisogno di capaci giardinieri. Le nostre condoglianze
alla moglie Mariangela, al figlio Paolo, e parenti tutti. Ciao Ego.   

IL PERSONAGGIO DEL MESE

Come ormai usuale, ricordiamo un meritevole concittadino legato al mese di uscita del Giornalino, per rispolverarne doverosamente la memoria. Si tratta di Giovanni Bartolomeo Fazio, nato a Varazze il 25 maggio 1830 e ivi deceduto il "15 giugno 1902" Giureconsulto, storico, membro della Società Ligure di Storia Patria e della Giunta Industriale di Varazze, fu autore di "Varazze e il suo distretto", preziosa opera pubblicata
in occasione della partecipazione di Varazze all'Esposizione Internazionale di Parigi del 1867. Cultore di Cristoforo Colombo, scrisse due importanti trattati sul grande navigatore, oltre a saggi sulle costruzioni navali liguri, il Santuario della Croce di Castagnabuona, il Beato Jacopo, Santa Caterina, ecc. Varazze gli ha dedicato una via nel quartiere di San Nazario.

QUELLE LANCETTE FERME....

Non c'è spettacolo più deprimente di un orologio con le lancette ferme. Ed è ancora più deprimente se l'orologio fa bella mostra di se in una torre campanaria, vanto della città. Parliamo dell'orologio di S. Ambrogio, le cui lancette sono ferme, da parecchio tempo ormai, nella posizione delle ore 6, quasi ad indicare che metà giornata se n'è andata, ma che non si decide a proseguire il suo corso, forse per tema che
l'altra metà possa riservare ore meno liete... Un pò d'ironia non guasta di questi tempi densi di malumore e di nere nubi, e non ce ne voglia chi deve provvedere alla bisogna, ma abbiamo evidenziato questo, tutto sommato piccolo problema, sulla scorta di parecchi cittadini abituati ad alzare gli occhi verso il nostro
glorioso campanile, dove campeggia l'orologio... con le lancette ferme, cosa molto notata soprattutto in occasione della festa di S. Caterina da Siena (il cui braccio alzato, a detta di molti, sembrava indicare proprio quelle inopportune lancette ferme...). Chiariamo che le ore vengono battute regolarmente dalle campane, ma chi si affretta a controllare il proprio orologio, sostando sulla piazza, per sintonizzarlo con quello del campanile, si accorge che ai rintocchi "foglia non muove". Siamo certi che presto tutto sarà risolto con opportuna buona volontà e soddisfazione di chi (e sono tanti, sapete) ogni giorno si ferma incantato ad ammirare il nostro bel Campanin Russu con il suo bell'orologio.


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