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MAGGIO 2014 - A VOXE DU CAMPANIN

01.05.2014 22:14

VARAZZE E IL TITOLO Dl CITTA'

Il 22 maggio 1864, con Decreto Reale di S.M. il re Vittorio Emanuele II, veniva riconosciuto a Varazze il titolo di "Città"ed il diritto di fregiarsi del proprio stemma. Ciò premesso, U Campanin Russu, da tempo impegnato nel ricordo di tale importante avvenimento, con il patrocinio del Comune invita la cittadinanza a presenziare, sabato 10 maggio 2014 alle ore 10.00 presso Ia Sala Consigliare del Palazzo di Città, alla cerimonia che ne ricorderà l'evento, memoria di una lunga storia di lavoro ed efficienza dei nostri padri che sollecitarono detta promozione. invito è particolarmente rivolto a tutti coloro che si sentono veramente partecipi della vita e della lunga e proficua storia di Varazze ed è auspicabile la presenza dei giovani e di una rappresentanza delle scolaresche, le cui generazioni sono tenute a rivitalizzare questa nostra antica città, prendendone il testimone per portarla verso un nuovo auspicato cammino di speranza e di prosperità.

VAZE:ÙNN-A ZUVENA DE 150 ANNI

Me son sùnnòu staneutte 'na cittae pin-na de vitta e de serenità / co-a maina traffegà da-i brigantin / e i scíti travaggiae dai contadin. Stradde e caroggi con gente indaffarà, / in te bùtteghe a filla pe cattà / e tante facce allegre de pescoèi/ con careghi de pesci drento a-e rèi. Ùnn-a cittae contenta e ottimista / che o mondo o ne invidiava a primma vista, / ch'a I'arrivava da-i secoli passè / e co' travaggio a fàva di dinae. / Ùn seunno cosci bello, cai amixi, / ch'o m'ha rifaeto neigri i mè cavelli grixi, / ma poi o resveggin o m'ha addesciou /e'n Vaze d'ancheu me son trovòu ; / Ùnn-a cittae ch'a pà veugge dormì /e a no sa ciù a-i zueni cóse dì. Sveggemmose figgieu, andémmo avanti, / progetti, s'o se veu, se ne fa tanti, / piggemmose I'esempio do passòu, / di nostri végi che han tanto giaminòu. /Avanti, bella Vaze de 'na votta, / demmose 'na voxe e ascì 'na botta. / Centocinquant'anni son passae / da quello giorno che t'han ciammòu cittae / Sciù, forsa, puntémmo in scio doman, / ninte ciu Iiti, demmose 'na man ! /Chiunque o comandià questa sittae o sacce fa tornàghe quella coae / de quande i nostri antighi cittadin / tiàvan im~ i gloriosi brigantin.

NON SEMPRE IL TEIRO È "CATTIVO...''

Parliamo delle alluvioni, ovviamente, che si sono succedute nei secoli combinando un sacco di guai soprattutto per I'irruenza del Teiro. Eccetto una volta, però, e precisamente nel i2~0 allorché, come rilevato da uno studio del 1909 e firma di Craviotto Lombardo, la nostra città, pur essendo investita da una potente alluvione, fu salvata, grazie alla stessa, dall'attacco combinato di truppe savonesi e albenganesi che intendevano toglierla dai dominii di Genova, essendo allora Varagine sede di Podesteria della Serenissima Repubblica di San Giorgio. Allarmati da questo incombente pericolo, i varazzini si rivolsero a certo Simone della Stella, una specie di capitano di ventura, il quale assicurò proprio intervento con la lettera che riportiamo. "Simone a Voi magnifici signori a Voi consiglia di sperar bene. Capitano di duecento uomini villerecci; usi a tutti i pericoli, armati di saette, lance ed asce; tutti corazzati e con l'elmo, ai quali si può dare con gli occhi chiusi Verrò nella settimana e spero di portar meco quaranta buoni cavalli e giuro sul Santissimo Sangue di Nostro Signor Gesù Cristo, che i saonesi e gli albenganesi, ingrasseranno le colline di Varagine". Ma proprio in concomitanza con questo allarmante evento, "domenica alle ore 24", come riporta il documento, "cadde un rovesci di piova inaudita che allagò per ogni dove il paese, Il Teiro inferocito al principio del Pelo straripò facendo cadere muri e crollare case ed in alcune famiglia che abitavano nelle adiacenze di esso si verificarono delle vittime che la furia corrente certamente trascinò negli abissi del mare e che mai più di loro se ne seppe nuova". Omettiamo alcune altre descrizioni relative all'alluvione, soffermandoci sul fatto che tre ponti costruiti dagli antichi romani, uno al Pelo (leggasi Pero) e gli altri due su Varagine, diroccarono. Ma fra tanta furia devastatrice "l'alluvione calmò le ingorde brame dei suoi nemici, i quali, spaventati e malconci, tornarono indietro passando per le montagne di Alba Docilia (Albisola) perché non poterono attraversare il torrente Ghiare di Celle Ligure, anch'esso ingrossato, salendo quindi verso Pecorile e tornarsene così avviliti ai loro paesi". Naturalmente Simone di Stella non scese a difendere Varagine, perché, pur drammaticamente, ci pensò il Teiro a mettere in fuga i nemici, facendo muro con Ie sue acque contro gli invasori. Lo studio di Craviotto Lombardo, ricavato da notizie raccolte faticosamente con molta buona volontà da un frate cistercense e arrivato all'autore tramite il parroco di S. Nazario, rev. don Ghiglia, nell'anno 1876. Altri eventi alluvionali colpirono Ia nostra città, dei quali abbiamo eloquenti tracce e studi abbastanza recenti, ma quella del 1250 ci è parsa significativa per gli accadimenti che permisero di evitare un conflitto reale, tramite una concomitanza casuale, se volete, che portò Ia natura ad una strana e fortunata alleanza con la nostra città, comunque colpita da gravi danni e luttuose perdite di vite umane e di bestiame. Una pagina di storia e di dolore scritta dal Teiro, ieri come oggi al centro di doverose attenzioni sulla necessità di una costante tutela del nostro territorio (ricordiamo ancora quel terribile 4 ottobre 2010).

RIPASCIMENTO ARENILE DI LEVANTE

Con una tecnica che ha richiamato l'attenzione generale di cittadini e ospiti, è stata attuata una interessante operazione dell'arenile di Varazze, zona S. Caterina, mediante il dragaggio a mezzo idrovora azionato da bordo di un capace pontone. Una unga fila di galleggianti gialli, che forma in verticale (nord-sud) una specie di collana, sospinge verso terra Ia sabbia che si trova poco oltre il molo Com.te Gerolamo Delfino (S. Caterina), traendola da un fondale ove si trova in notevole abbondanza. Detta zona viene così arricchita e potenziata per un miglior uso balneare in vista della stagione estiva.

FAZIO, IL VARAZZINO STILE BUONGIORNO

Forse la maggior parte dei nostri lettori non ha conosciuto Fabio Fazio, varazzino doc. ma residente negli Stati Uniti dove prestò la sua immagine e la sua calda e suadente voce agli schermi della TV di New York. Ne parliamo in questo numero per mostrarvi una fotografia fattaci pervenire da Bianca Caniggia, sua nipote, che lo ritrae insieme a Mike Bongiorno e ad una cantante, scattata nel corso di uno dei primi Festival della Canzone Italiana di Sanremo, al quale partecipò per sostituire il grande Mike impedito da un momentaneo malessere. Di"no Fazio rimase in Italia ancora per qualche impegno televisivo, partecipando al Kursaal Margherita ad alcune serate di quiz che ne evidenziarono Ia preparazione e Ia classe, quindi ripartì per Ia "Grande Mela'' non volendo insistere in un dualismo con il collega e amico Mike, ormai inserito nel giro della nostra TV di Stato. Di lui disse Bongiorno: ha come si presenta e tiene sottobraccio la cartella, si vede che è della mia stessa scuola americana." Dino Fazio, un altro varazzino che ha onorato Ia sua Varazze al di là dell'Atlantico e che noi abbiamo voluto ricordare, riandando a quei favolosi anni 'so dei quali fu brillante protagonista nel suo campo.

I MIRACOLI DI LOURDES E LA SCIENZA

Per Ia prima volta si avrà l'opportunità di ascoltare dalla viva voce del dott. De Francisci " Presidente del Bureau Medical International (che accerta gli eventi miracolosi) quanto la scienza può dire sui miracoli avvenuti a Lourdes da quando la Madonna apparve a Bernadette nella grotta di Massabielle. l'illustre scienziato verrà nella nostra città giovedì 29 maggio, su invito deII'UNITALSI, e certamente cittadini e ospiti potranno ascoltare dalla sua viva voce le meraviglie seguite da quella straordinaria apparizione celeste. Vi terremo informati sul luogo e l'orario dell'intervento del dott. De Francisci. I cittadini sono invitati a partecipare all'evento numerosi.

SERATA CATERINIANA ALL'ASSUNTA

Nello scenario suggestivo della corte papale di Avignone, allestito con indubbia capacità creativa "dall'Associazione Sacre Rappresentazioni di S. Caterina da Siena", con il patrocinio del Comune di Varazze, Assessorato al Turismo, si svolta, i5 aprile presso l'0ratorio di N.S. Assunta, una riuscita e affollata ''Serata Cateriniana'' durante la quale suor Elena Zanardi dell'Ordine Domenicano di Parma, ha tenuto una brillante e particolareggiata conferenza sulla Santa senese, partendo dalla lettera 185 "O babbo mio, dolce Cristo in terra'' e riandando alle origini della Sua vocazione e dal percorso da Lei intrapreso per riportare il papato a Roma, sino alla dipartita per il Cielo. Una appassionata elaborazione del personaggio Caterina, il cui forte carattere ed una fede incrollabile le hanno permesso di superare difficoltà di ogni genere, sia religiose che politiche, è stato il filo conduttore della conferenza di suor Elena Zanardi un'interpretazione anche dal punto di vista femminile, entrando nelle difficili pieghe di una persona che si fa promotrice e portavoce di situazioni assolutamente inimmaginabili per una donna di quel tempo. Il ritorno di papa Gregorio XI a Roma, capolavoro dell'iniziativa di Caterina, è stato riportato all'attenzione dell'uditorio nella cornice di una missione per altri versi non riuscita per discordie e intrusioni di carattere politico, ma che ha segnato una svolta decisiva per Ia storia della Chiesa e della cattolicità. Una serata riuscita, cui hanno partecipato numerosi cittadini, tra cui Ia Delegata alla Cultura del Comune, il parroco di S. Ambrogio don Claudio Doglio, iI Priore di N.S. Assunta Andrea Delfino, suor Daniela Maccari (di passaggio nella sua Varazze dopo tanto tempo), la dott.ssa Marina Delfino, presidente dei ''Caterinati di Varazze", Bianca Caniggia presidente dell'Associazione "Sacre Rappresentazioni di S. Caterina da Siena'', il sig. Valle ed Elvira Todeschi con Filippo Ghigliazza della Filodrammatica Don Bosco, Franco Amenduni attore cateriniano, Ia Confraternita San Rocco e M. Traversi per U Campanin Russu.

SE I PADRONI SONO MALEDUCATI...

Bisogna dire che da qualche tempo si è abbastanza intensificata, da parte dei proprietari di cani la buona regola di raccogliere le deiezioni dei loro fedeli amici, forse per insistere dei bandi comunali, forse anche per aver preso coscienza che in una città più pulita ci si sta meglio a vivere e a...camminare. Resiste ancora, qua e là, qualche sparuto gruppetto di irriducibili ribelli a questa civica norma di semplice educazione, ed è per questo che pubblichiamo una fotografia ripresa dal periodico ''Auser Savona notizie" che mostra l'iniziativa di un aitante amico dell'uomo che fa le veci del suo maleducato padrone. Era troppo bella e significativa per non riprenderla e siamo sicuro che, oltre alla simpatia che suscita, può ulteriormente far riflettere tutti coloro che continuano ad ignorare certi ovvi comportamenti che dovrebbero essere alla base delle convivenza con i cittadini.

RAPSODIA IN BLU A VARAZZE

George Gershwin c'entra soltanto per quel blu (che sconfina nel violetto) che ci ha dato l'estro per descrivere quello che è uno dei più vecchi e sempre stupendo trionfo di glicine che abbiamo a Varare e che forma il grandioso pergolato dell'albergo Esperia, in via Verdi. Ogni anno, da circa un secolo, centinaia di scatti fotografici lo immortalano. Anche noi Io abbiamo fatto seguendo un gruppo di turisti stranieri (sono sempre i forestieri a farci notare Ie nostre bellezze...) per propone ai nostri lettori questa immagine che ci ha portato all'accostamento con il grande Gershwin.

LUTTO NEL CAMPANIN E NEL VOLONTARIATO

Estera (Ester per gli amici) Rapetti decana dei soci du Campanin Russu e sempre presente e attiva a tutte Ie nostre manifestazioni, ci ha lasciato 10 scorso aprile all'età di 83 anni. Ne sentiremo Ia mancanza, soprattutto per quella sua continua disponibilità per i turni di guardianaggio alle varie mostre allestite sin dagli anni '70, spesso a sobbarcarsi orari oltre i tempi prefissati, per quel suo amore verso Ia cultura che Ia vedeva assidua ad ogni evento che si svolgeva nella nostra città. Ci mancherà Ester, ma non solo a noi, perché il suo impegno civico e sociale Ia vedeva collaborare anche in altri settori del volontariato, il che toglie a Varazze un'altra figura che nella sua naturale modestia ha saputo dare il meglio di se stessa con serietà e impegno. Ai parenti e amici fedeli di Ester le nostre sentite condoglianze.

 

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