per le tradizioni della tua città

MARZO 2016 - A VOXE DU CAMPANIN

06.03.2016 23:45

IL S. MARIA IN BETHLEM  TORNERÀ A VIVERE? 

Troveranno finalmente pace nelle loro tombe i nostri antichi progenitori che con i loro lasciti contribuirono alla costruzione e sopravvivenza dell'Ospedale S. Maria in Bethlem di Varazze, già opera benefica dei monaci Stellati Bethlemitani nella versione primitiva, ora che, pare, detto edificio verrà adibito ancora a presidio sanitario, stante le notizie apparse sulla stampa lo scorso febbraio di cui ne ha dato conferma il nostro Sindaco Alessandro Bozzano? L'annuncio ci riempie di giustificata soddisfazione, dopo che la struttura era stata chiusa, e proprio a lavori ultimati del tetto, smobilitando quello che era stato un vero mondo di accoglienza e di amore, soprattutto negli ultimi anni, con personale medico-infermieristico capace e attento, con il sostegno dei volontari AVO, che tanto hanno dato e sono pronti a ridare anche per il futuro. L'Ospedale, il "nostro" Ospedale, ritroverà dunque la propria dignità che si era guadagnata in un passato mai dimenticato, quando i migliori medici della città e le suore di N.S. della Misericordia fornivano un eccellente servizio alla comunità dell'intero territorio varazzino e del suo entroterra? Senza tornare a quei gloriosi tempi, oggi impensabili per l'evoluzione di altri servizi comprensoriali, ci basta
pensare alla restituzione di quel servizio assistenziale e di recupero così efficiente, invece di una soluzione residenziale già avviata e ora, per fortuna (e mettiamo ancora i puntini) modificata come annunciato. Le nostre battaglie (delle associazioni e di singoli cittadini) per quella disperata difesa erano state accolte da sorrisi di commiserazione in quella triste seduta pubblica che si tenne a palazzo Beato Jacopo, ricordiamolo, quando un nostro socio lesse la lunga, gloriosa e sofferta storia del S. Maria in Bethlem, rivendicando la sua appartenenza al popolo di Varazze e ai suoi munifici benefattori. Si sorrise perché, si disse, "eravamo fuori tempo" e i problemi erano altri. Non vogliamo polemizzare e ci fermiamo qui con la soddisfazione che forse il tempo non era fuori, ma dentro ad una logica che oggi ci dà ragione e ci fa sperare ancora nella saggezza dei nostri amministratori. Grazie Sindaco per questo suo fermo impegno in favore di un bene tutto nostro. E cogliamo l'occasione per ricordare un nostro combattivo concittadino che tanto si spese per la difesa dell'Ospedale: Raffelin.

 

"L'ITALIA IN GUERRA" UN LIBRO DI PIER PAOLO CERVONE

Sabato 13 febbraio, alle ore 17,30, presso la Biblioteca Civica "E. Montale", Pier Paolo Cervone, già direttore della redazione di Savona de "La Stampa", ha presentato il suo ultimo libro "L'Italia in Guerra" da Sarajevo al Patto di Londra, introdotto da Giovanni Ghione, presidente de "U Campanin Russu", associazione che ha curato l'evento sotto l'egida del Comune di Varazze, Assessorato alla Cultura. Dopo il saluto di Angela Calcagno, titolare del suddetto assessorato, Cervone ha rifatto la storia degli avvenimenti che portarono alla prima Guerra
Mondiale e spinto intere generazioni nella fornace di quella che appariva come una facile passeggiata...Una galleria di volti e di fatti d'arme sono passati al vaglio di un esame capillare e critico, facendo meditare l'uditorio su ciò che significa la parola "guerra" e sulle sue catastrofiche conseguenze. Alcuni interventi del pubblico hanno vivacizzato il finale della presentazione, ribadendo l'interesse per quanto ascoltato e visto con le immagini che U Campanin Russu, come sempre sensibile ai richiami della cultura, ha proiettato, fornendo inoltre il proprio materiale tecnico (operatori Gianni Giusto, Giuseppe Bruzzone e Giuseppe Venturino) per la buona riuscita della manifestazione.


"LE MIE ORME SULLA POLVERE" (La via Francigena di Angela Ruffino)

  "Ancora a Santiago da sola", in un cammino verso Compostela, ma soprattutto in se stessa, quello di Angela Ruffino, che sabato 6 febbraio, presso la Biblioteca Civica "E. Montale" di Varazze, ha presentato ad un pubblico attento e partecipe il libro "Le mie orme sulla polvere", scritto in collaborazione con Laura Maggesi, libro-confessione e illuminante che riassume la sua esperienza personale
attraverso le varie tappe che l'hanno condotta a Santiago de Compostela, dove finalmente ha ottenuto le risposte che cercava, liberandola da una visione troppo egoistica della propria situazione, con conseguente apertura e maggior comprensione verso i problemi "di chi ci sta accanto". Un cammino, quello per Santiago de Compostela, già affrontato da Angela con il marito, la cui scomparsa l'aveva portata ad una conflittualità spirituale, stemperata infine nella serena constatazione della ritrovata amicizia e protezione di Dio. Detta esperienza, vissuta intensamente e dal risultato positivo ed edificante, è stata sottolineata efficacemente da un video di suggestiva e intensa bellezza, con paesaggi e personaggi che man mano si accompagnavano al suo cammino verso Compostela, umanità in viaggio per un sospirato
punto Omega che soltanto la fede può aiutare a raggiungere. All'evento culturale, presentato da Mariangela Calcagno, nella sua veste di Assessore alla Cultura e di amica di viaggio e di sentimento della Ruffino, con introduzione dell'operatrice culturale Francesca Poggio, è seguìto un signorile rinfresco, dopo alcuni interventi del pubblico, visibilmente interessato alla tematica del libro e alle vicende dell'autrice valbormidese. Un bel pomeriggio di appropriate e approfondite meditazioni, quello del 6 febbraio alla Biblioteca Civica, aperta confessione di una toccante esperienza che ha portato Angela Ruffino a ripercorrere la via franchigena che passo dopo passo stava assumendo
i caratteri e l'aspetto di un'appagante e serena via di Damasco... L'assistenza tecnica è stata fornita da Gianni Giusto e Adriano Mantero de "U Campanin Russu".   


UN NOME PER UN CARRUGGETTO

Su segnalazione di alcuni cittadini, abbiamo fatto un sopralluogo, dove termina via Camogli, lato est, da cui diparte il lungo carruggetto che era il passaggio di transito delle tessitrici, le quali, provenienti soprattutto dal Solaro, si recavano ai turni di lavoro del Cotonificio Ligure. Il tempo e vari interventi edilizi e di ristrutturazione della zona hanno modificato detto luogo, ove sorgeva anche l'abitazione del non dimenticato Don Ravecca, noto con l'affettuoso soprannome di "Petenin", per anni officiante nell'Oratorio di San Bartolomeo. Nonostante i cambiamenti, il caruggetto ha mantenuto tuttavia una buona parte del volto antico ma, strano a dirsi (e da qui il nostro servizio) non riporta alcun nome, per cui ci permettiamo di suggerirne almeno due che riflettono la storia della zona. Il primo potrebbe essere proprio quello di don Ravecca, i cui meriti di assistenza religiosa e d'impegno, soprattutto in anni difficili per la nostra città, sono noti, mentre per il secondo potrebbe ben calzare "caruggio delle tessitrici", per quanto spiegato sopra. Ricordare è anche rivalutare
persone che hanno fatto parte, con dignitoso e silenzioso impegno, del nostro passato; missione religiosa o fatica del lavoro di generazioni di donne.. Pensiamoci. Il caruggetto si è ritagliato la sua fetta di storia. Diamogli un nome.

 

IL COMMOSSO ULTIMO SALUTO AL "GIOIA" 

"Sei ritornato nello stesso luogo dove sei nato, caro "Gioia". Con queste parole, frà Candido Capitano ha iniziato il ricordo di Giuseppe
Bruzzone, (u Gioia per tutti), domenica 31 gennaio, nell'Oratorio di San Bartolomeo, dove si sono svolte le esequie di quest'autentico figlio del Solaro e, in particolare, di San Bartolomeo, dove nacque nel 1934 proprio nei locali della Confraternita, allora abitazione della sua famiglia, che ne era la custode. Una vita d'intenso lavoro, quella di Giuseppe; carpentiere, bagnino, navigante, sempre con il suo indimenticabile sorriso e le sue battute, le sue imitazioni di personaggi della nostra città, pronto ad aiutare chi gli chiedeva un aiuto, efficace confratello e Priore della "sua" amata Confraternita, per la quale ha tanto operato, impegnandosi a tutto campo per la raccolta di fondi necessari alla sua manutenzione e decoro, come nel bel commiato di Simone Prato, che, sottolineandone i meriti, ha ricordato la nomina di Giuseppe Bruzzone a "Priore Onorario", conferitagli nel 2015 con Medaglia d'Oro. Una vita piena, dedita alla famiglia e al lavoro, con quella spiccata simpatia che ne faceva una delle persone più amabili e aperte di Varazze. Tanti gli amici ai suoi funerali, che ne ricordavano la sua prorompente vivacità che portava serenità e il sorriso ad allentare momenti di tristezza, e pensiamo che il
Gioia resterà nella memoria di tutti proprio per questa positiva caratteristica che dipingeva naturalmente il suo volto e che dava, non a caso, un chiaro significato al "Gioia" con cui era universalmente conosciuto. Con lui se ne va un'altra pagina del Solaro di ieri, già colpito recentemente da altri gravi lutti, ma rimane una bella storia di vita e d'impegno, non poca cosa per il mondo di oggi che ha bisogno di esempi di onesta laboriosità. Le nostre sentite condoglianze alla moglie Giuseppina e ai figli Maria Elena e Sebastiano, con la moglie Patrizia.

 

LUTTO A CASANOVA PER EFFENDINI

Forte e sincero cordoglio a Casanova per la scomparsa di Gio Batta Effendini (Giovanni per tutti) avvenuta lo scorso mese di febbraio all'età di ottantuno anni (della stessa leva del Gioia con il quale aveva fatto il militare in Marina). Apprezzato per le sue doti umane,
oltre che professionali (era stato elettricista ai Cantieri Baglietto e, successivamente, per quaranta anni, all'Ospedale Psichiatrico di Pratozanino), Effendini aveva dedicato al volontariato il suo tempo libero, tanto nell'A.V.O; che all'Unitalsi, ed era un solerte confratello dell'Oratorio di S. Croce di Casanova, nonché corista della cantoria "S. Pio X" della suddetta frazione, sempre disponibile ad aiutare il prossimo, con quel suo fare discreto e sorridente che ne faceva una persona tra le più amabili. Poco prima della sua dipartita aveva
dato di sé un'ulteriore prova della fede che lo aveva accompagnato per tutta la vita, preparandosi a ricevere i conforti religiosi con quel completo abbandono in Cristo che è segno, possiamo ben dirlo, delle anime nobili e sante. Giovanni lascia alle sue spalle il ricordo di una vita serenamente spesa nel lavoro e nell'affetto della famiglia, e la stima dei tanti amici che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di fare insieme a lui un tratto di strada in questa esperienza terrena. Sincero e affettuoso rimpianto per questa nuova perdita, non solo per Casanova. Alla moglie Maria, ai figli Giuseppe e Dina e parenti tutti vanno le nostre sentite condoglianze.


UN MESSAGGIO  SPECIALE PER IL NONNO

A volte il vento porta delicate sorprese, giocando a mulinello e combinando anche qualche innocente dispetto, la qual cosa è successa nel nostro cimitero urbano lo scorso dicembre. Un visitatore che si aggirava nella galleria centrale superiore, ha raccolto, infatti, un foglio a quadretti, volato via da chissà quale tomba e ce l'ha mostrato. Si tratta di un affettuoso saluto al proprio nonno, evidentemente
sepolto nel cimitero stesso, a firma Ema (forse il diminutivo di Emanuele), che ci ha colpito per la sua semplice e spontanea attestazione di affetto, e che mostriamo ai nostri lettori anche nel caso che qualcuno possa identificare chi l'ha scritto. "Caro nonno Dino, manchi
moltissimo a tutti noi ! Io sto continuando ad andare al Cassini e ormai sono al secondo anno. La scuola è abbastanza difficile e il tedesco, che studio come terza lingua, la rende ancora più faticosa. L'anno scorso l'ho passato bene, senza debiti, con però un
po' di difficoltà in matematica, materia nella quale tu, essendo bravissimo, saresti stato sicuramente riuscito ad aiutarmi. Quest'anno inoltre ho iniziato a giocare con costanza, arrivando a giocare 4-5 volte a settimana! Ho anche molti amici con cui vado molto d'accordo e che vedo molto spesso. In aggiunta a tutto ormai sono quasi del tutto indipendente, infatti da solo vado a scuola, agli allenamenti, esco con gli amici e addirittura vado a Varazze
(evidentemente risiede in altra località "n.d.r.") So che possono sembrare molte cose, ma voglio provare anche ad avere una vita piena, com'è stata la tua e com'è quella della nonna e anche se molte volte non riesco a fare tutto al meglio sono convinto di poter migliorare. Buon Natale nonno e un grande abbraccio. "Ema" Abituati come siamo a leggere e a sentire
tante brutte notizie, la ventata di purezza di questo saluto al nonno defunto da parte del nipote, ci porta a riflettere sulla bontà di certi sentimenti che albergano ancora in molte famiglie, e a sperare, nonostante tutto, nel futuro di un mondo migliore, dove la famiglia possa ancora esprimere quei valori indispensabili alla crescita delle nuove generazioni. Non sappiamo chi sei, caro Ema, ma certamente sei un ragazzo in gamba e sicuramente riuscirai a raggiungere i traguardi che ti sei prefissato, perché, alla base di tutto, c'è il tuo cuore.


IL PERSONAGGIO DEL MESE 

Da Varazze all'Amazzonia Peruviana attraverso il Rio Putumayo, per evangelizzare le tribù indios sparse in un raggio di 1300 chilometri, e nella parrocchia S. Pedro de Chorillos, in un continuo lavoro di assistenza al popolo delle "barriadas", in particolare a Buenos Aires de Villa, questa la vita del missionario cappuccino Gerolamo Granone (che nella professione divenne padre Norberto da Varazze), nato appunto
a Varazze il 27 marzo 1923 e deceduto a Genova il 19 aprile 1982. Uomo di fede e di azione, portò in quelle terre lontane anche il culto di S. Caterina da Siena, impreziosito dal bozzetto del monumento che sorge all'imbocco del nostro porto, dono dei varazzini. Molto conosciuto e apprezzato per la sua instancabile opera di assistenza spirituale e di concreto aiuto materiale, padre Norberto proiettò infatti a quella popolazione alcuni filmati della processione di Santa Caterina, entusiasmandola a tal punto da far si che erigessero una chiesa dedicata alla nostra Santa Patrona, come da una lettera ricordo inviata al Parroco di Varazze dai confratelli di quella Comunità quando appresero della
sua morte, avvenuta a Genova, dove era stato ricoverato in seguito alle fatiche e alle conseguenze di due incidenti, uno dei quali per soccorrere una bimba caduta in un fiume. Poco prima della morte, padre Norberto aveva avuto ancora il tempo di assistere all'agonia del fratello, padre Vito, anche lui cappuccino, seguendolo nella dipartita dopo appena due settimane. Per merito di questo nostro benemerito concittadino, Santa Caterina da Siena è diventata così la Patrona di quella Comunità e al nome del "nostro" sono stati intitolati il salone parrocchiale di Buenos Aires de Villa e il Campo Sportivo, per la cui realizzazione si era impegnato con tutte le sue forze. Gerolamo Granone, "Padre Norberto", meritava senza dubbio un nostro doveroso ricordo e siamo lieti di averlo fatto in concomitanza con il mese della sua nascita terrena.     


IL MUSEO DI  GIOVANNI  FAZIO (CIURÉ)                               

Era un vero artista, Giovanni Fazio, meglio conosciuto come "Ciuré", modellista raffinato di gozzi, lancette, leudi e di tante altre realizzazioni legate al mondo del mare, con all'attivo numerosi premi in mostre in Italia e all'Estero. "Aveva in progetto una mostra permanente delle sue opere nella nostra abitazione di via Cilea ed erano già pronti i disegni e le misure con una precisione da perfezionista qual'era", dice la moglie Maria Giovanna Lucchesi, "quando la morte l'ha colto nel 2014." Una scomparsa repentina e dolorosa che però non ha cancellato quel progetto. Infatti, a realizzarlo ci hanno pensato la moglie e il figlio Chicco, seguendo le indicazioni e i disegni del Ciuré. Siamo stati invitati a visitare quello che può veramente definirsi un museo a varie stelle, ordinato nell'ampia sala di soggiorno dell'abitazione, dove una vera flotta di modelli di tutti i tipi ci ha lasciato letteralmente a bocca aperta, confermandoci, se ancora ce ne
fosse bisogno, la bravura di questo nostro concittadino che ha onorato con la sua "arte" la tradizione cantieristica di Varazze, proponendola nella dimensione modellistica agli intenditori del settore e a tutti coloro che amano le cose belle e la manualità dell'artista Il Ciurè adesso naviga in mari diversi e appaganti e pensiamo che i suoi modelli, diventati vere e proprie imbarcazioni, lo accompagnano verso il porto della luce senza tramonto.


PINO  REGNASCO L'ULTIMO MARMISTA

L'ultimo marmista di Varazze, Romano Regnasco (Pino), ha seguito, nello scorso mese di febbraio, il fratello Germano, concludendo un'avventura iniziata da ragazzo e portata avanti con capacità sino al traguardo dei settantotto anni. Moltissime le realizzazioni nei vari settori dell'edilizia e cimiteriali, siglati dall'apprezzamento di una clientela che superava ampiamente i confini di Varazze; due per tutte, sempre con il fratello Germano, il cippo a Fausto Coppi, su disegno di Michele Spotorno, nei giardini del viale "Paolo Cappa", alla cui inaugurazione presenziarono i figli del "campionissimo" Marina e Faustino e i campioni del pedale Bartali, Magni, Conte, Milano, ecc., e il monumento ai caduti sul lavoro nei giardini esterni del Boschetto. Sopranominato Paul Newman per la somiglianza con l'attore americano e fedelissimo del Kursaal Margherita, Pino è stato uno dei protagonisti degli anni '60 e di quella gioia di vivere propria della "generazione irripetibile" cui apparteneva, oltre che una colonna, insieme al fratello, dell'indimenticabile "Banda Tempesta". Ai suoi funerali in S.
Bartolomeo, gli ultimi sopravvissuti di quegli anni favolosi l'hanno salutato, qualcuno con un sottofondo intimo di "Night And day" che lo riportava a quella pista magica del Kursaal, nell'attesa, non lunga ormai, di raggiungerlo per estati che non avranno fine....Le nostre condoglianze alla sorella Ione e al nipote Adamo, continuatore dell'arte marmista dei Regnasco.

                                                     

BOOM DI PENTOLACCE AL SOLARO

Innumerevoli le "pentolacce" che il Comitato Commercianti del Solaro ha preparato e fatto rompere dai bambini, sabato 13 e domenica 14 febbraio, in un allegro e rumoroso "carosello" che da piazza San Bartolomeo si è portato al Bar Rossi per poi proseguire in piazza De
Vigerio e piazza Dante, con gran finale in piazza Bovani e sottofondo ad hoc di musica, coriandoli e tanta gioia che ha coinvolto anche gli adulti. Sono stati due giorni di festa perfettamente riusciti e un sereno arrivederci al Carnevale, quest'anno più corto per la Pasqua "bassa". Come sempre, non sono mancati i simpatici amici del Gruppo Animazione Varazzese, opportunamente in maschera e con le
immancabili e gustose focaccette. Con questa riuscita manifestazione il Solaro apre il proprio calendario delle iniziative primavera-estate, quest'anno particolarmente interessanti per alcune novità che verranno precisate al momento opportuno. Complimenti al Comitato presieduto da Federico Piccardo, che può contare su collaboratori di provata capacità, oltre a nuovi elementi che arricchiranno le già collaudate forze in campo.


LA SCOMPARSA DI SIMONE TRAVI

Mese terribile quello di febbraio, che ha aggiunto lutto ai lutti e che si porta via un'altra cara persona, Simone Travi, uomo benvoluto per le sue tante qualità umane, quasi un simbolo dell'ufficio anagrafe del nostro Comune, dove tutti trovavano in lui la benevolente pazienza e il consiglio opportuno per aiutare a sbrigare pratiche spesso difficili e tortuose. Oltre al lavoro, Simone ha al suo attivo lo sport, specialmente il calcio giovanile, dove, nella "G.S. Don Bosco", ricoprì la carica di Presidente e prezioso consigliere di vita, nell'ottica della formazione di giovani atleti ai quali non lesinava preziosi e fermi consigli per farne dei cittadini seri e consapevoli, il chè ne ha fatto un vero educatore laico, sulla scia dell'insegnamento di Don Bosco, appreso e fatto suo nell'Oratorio Salesiano di Varazze. Molti gli impegni di Simone Travi
affrontati sempre con serietà e indubbia capacità, tra cui la Presidenza della S.O.M.S. Libertà e Lavoro" di Varazze, ma lo vogliamo ricordare soprattutto come l'amico con il quale ci si intratteneva volentieri per la sua semplice e cordiale simpatia, virtù oggi sempre più rare in questo mondo chiuso ed egoista. Le nostre sentite condoglianze alla moglie Rosa e ai figli Enrico e Francesco, parenti e amici tutti.

                                            

SUL TARINÈ VOLANO I FALCHI .... 

A volute intermittenti, come falchi pronti al ghermire la preda, ritornano i tentativi delle multinazionali per affondare gli artigli nelle viscere del monte Tarinè e farne una miniera per l'estrazione del Rutilo, sconvolgendo e inquinando, oltre il sassellese, anche territori vicini e lontani che il vento potrebbe contribuire a "spalmare", portando con sé il pericolo mortale dell'asbestosi. Anche Varazze è interessata alla difesa approntata dal Parco del Beigua e dai Comuni di Sassello e Urbe, poiché la tramontana non ci risparmierebbe quel mortale regalo, e quindi, come nel passato, U Campanin Russu ribadisce il proprio appoggio agli "Amici del Sassello", associazione con la quale è gemellato, e a tutti coloro che sono sulla trincea per respingere questo nuovo pericoloso attacco, invitando autorità e civili a vigilare per la sopravvivenza dell'intera zona montana e litoranea dataci in prestito dalla natura e che dobbiamo conservare gelosamente per le future generazioni.


L'ASSEMBLEA  GENERALE DEL "CAMPANIN  RUSSU"

Martedì 22 marzo, alle ore 21, presso la sede di via S.G. Bosco 34, si terrà l'Assemblea Generale dei Soci de "U Campanin Russu", con il seguente Ordine del Giorno: 1) Relazione morale e programmatica del Presidente; 2) Relazione economico-finanziaria del Segretario; 3) Rinnovo del Consiglio Direttivo; 4) Presentazione e approvazione nuovo Statuto; 4) Varie ed eventuali. L'assemblea riveste quest'anno
particolare importanza non solo per il rinnovo dei membri del Consiglio Direttivo, ma anche per il nuovo Statuto, aggiornato ai tempi e nelle regole che ne disciplinano l'esecuzione, per cui si raccomanda la doverosa partecipazione per tutti i Soci e di quanti, simpatizzanti, potranno approfondire la conoscenza dell'Associazione e, se indirizzati, farsi essi stessi Soci nel prosieguo dell'anno.

 

LETTERA AL SINDACO

Ill.mo Sig. Sindaco. Sono un utente del Consorzio irriguo Alpicella-Pero, concessione esistente dal 1934 e recentemente rinnovata con obbligo dell'inserimento di contatori su ciascuno dei dieci solchi esistenti. Sono di origine contadina e attualmente, per hobby, coltivo alcune fasce in frazione Alpicella. Ciò premesso, vengo a conoscenza della prossima costruzione di una piccola centrale idroelettrica con
imbrigliamento dell'acqua dei torrenti Teiro e Uomo Morto, per cui desidererei sapere, se possibile, dettagli su tale opera, la sua utilità e la fine dei 400 utenti dei solchi che utilizzano detta acqua. Ringrazio e porgo distinti saluti. 

Bacicin Bassafontana - via Corosu, 14 - Varazze.



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