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SETTEMBRE 2015 - A VOXE DU CAMPANIN

06.09.2015 12:21

LE SERATE AL CHIOSTRO 2015

Iniziatecon un giorno di ritardo per la scomparsa di padre Cristoforo Mezzasalma (ricordato dal Presidente Giovanni Ghione e dal Priore padre Daniele Mazzoleni con toccanti parole che ne hanno evidenziato le indubbie doti di sensibilità e umiltà), le "Serate al Chiostro 2015" del Campanin Russu si sono ufficialmente aperte martedì 21 luglio, con la "STORIA DELL'AMARETTO DI SASSELLO", presentata con interessanti proiezioni da Carla Matteoni, Pres.te Ass.ne "Amici del Sassello", Ivana Rossi, Vice. Pres.te e da Valentina Rossi, staff che ha catturato l'attenzione del folto uditorio per le immagini e l'affascinante avventura di questo tipico prodotto sassellese, che dal 1860 si è imposto in tutto il mondo per la sua genuinità e fragranza. Presente l'Assessore alla Cultura Mariangela Calcagno, il Presidente Ghione ha consegnato alle tre bravissime e gradite ospiti un artistico piatto raffigurante il campanile di S. Ambrogio, opera del socio Anna Pittaluga. È seguito un rinfresco (sponsor Albergo Azzurro, Bar Rossi, Il Piacere di un Bicchiere e Albergo Miranda), rafforzato dai graditissimi amaretti, opportunamente rappresentanti delle cinque industrie operanti a Sassello. Serata riuscita per la simpatia e la preparazione delle ospiti, coordinate tecnicamente da Gianni Giusto, con il contributo dei soci: Adriano Mantero, Ettore Candela, Tomaso Pastorino, Bertino Conforti e Giuseppe Bruzzone alla telecamera. Erano presenti Lorenzo Pansolin (sua mostra dal 1°agosto a Palazzo B. Jacopo) e Roby Ciarlo. Mercoledì 22 luglio è stata la volta della dott.ssa "dietologa" Marina Delfino, che ha trattato il tema "DIAITA - DIAETA - DIETA", interessante e avvincente excursus sulla "civiltà del nutrirsi",dall'antica Grecia ai Romani per giungere ai giorni nostri, indicando opportunamente il cibo adatto per quella "igiene di vita" che dovrebbe essere il vademecum intelligente dell'uomo e della donna nel corso della loro vita. La conferenza della dott.ssa Delfino, corredata da stimolanti proiezioni, ha riportato l'affettuoso ricordo del padre Tino Benedetto Delfino che nello stesso Chiostro aveva tenuto numerose e interessanti conferenze sulla storia della nostra città. Anche a questa bravissima dietologa varazzina è stata donata, da parte una ceramica raffigurante il Campanile di S. Ambrogio, a ricordo della riuscita e bella manifestazione.  Giovedì 23 LUGLIO don Angelo Magnano, noto giornalista e parroco di Cogoleto, ha sviluppato il rapporto fra "IL CIBO E L'AMORE DEL PROSSIMO", partendo dalla Bibbia e dal Vangelo in un viaggio nel tempo e nella ritualità, dove il cibo era visto come aggregazione e modo per comunicare, facendo i debiti paragoni con l'attuale modo di cibarsi, spesso frettoloso e solitario. Don Magnano ha quindi trattato i temi delle diete e del digiuno, visti nelle prospettive di una sottomissione a "esigenze" di moda e quale temperanza che dalla gola può giungere all'autodisciplina per superiori esigenze spirituali. Uomo di fede e di cultura, il relatore non ha tralasciato "incursioni" su certi luoghi comuni che spesso investono soprattutto i cristiani, soffermandosi sull'importanza su "ciò che esce dal cuore dell'uomo, piuttosto che su ciò che entra (cibo) dall'esterno..", concludendo infine con il Cibo dell'Eucarestia, corpo di Cristo e alimento insostituibile per la nostra salvezza. Una serata interessante e ricca di spunti meditativi e d'interventi da parte del pubblico, quella di don Magnano, arricchita dal "cibo dell'estate", squisito gelato al limone e al basilico offerto dal suo creatore Marco Venturino (Giardini di marzo), varazzino e Campione Italiano 2014 per questa sua speciale, ligure ricetta. Anche a Don Angelo Magnano e a Marco Venturino, sono state consegnate, da parte del presidente Giovanni Ghione, artistiche ceramiche, con l'aggiunta della poesia "Il gelato nella storia" di Mario Traversi. Venerdì 24 luglio ultima "Serata al Chiostro", protagonista "LA LAVANDA NEL CIBO", presentata dalle sorelle Rita e Patrizia Cugge, conduttrici di un'azienda a carattere famigliare che custodisce con amore e impegno questa antica "arte" della raccolta e della preparazione della "Lavanda", fondata nel 1800. Introdotta dallo storico Gianpiero Laiolo, coautore con le sorelle Cugge dell'interessante libro "Le montagne blu", illustrato nella seconda parte della serata, è seguita la spiegazione di Rita e di Patrizia sulla storia della loro famiglia e sul risultato e continuo aggiornamento delle tecniche per risultati sempre più qualificanti di questo tipico fiore dalle molte, interessanti proprietà, vuoi di profumazione che per applicazioni di carattere medicinale e, come dimostrato in loco, anche alimentare; una vera "panacea" conosciuta fin dai tempi più remoti (il "Nardo", l'unguento con il quale la Maddalena unse i piedi di Gesù, ha attinenze precise con la Lavanda) e che ancora oggifornisce precise risposte in vari campi, compresa la cosmesi. Finale al profumo della Lavanda, dunque, per queste riuscite quattro "Serate al Chiostro", con la gradita presenza del Presidente della Consulta Ligure, ing. Franco Salvadori e Signora e il Sindaco di Armo Gianfranco Colombo, a suggello di una manifestazione ormai a livello regionale. Il classico piatto in ceramica con il campanile di S. Ambrogio, simbolo de U Campanin Russu, è stato donato, come da copione, alle sorelle Cugge, allo storico Laiolo, a Salvadori e a Colombo. Come sempre lo staff tecnico (Giusto, Mantero, Candela, Pastorino, Conforti e il cameraman Giuseppe Buzzone) ha funzionato ha dovere, presenti i soci Pansolin, Ciarlo e Traversi. Un sentito ringraziamento agli sponsor "Bar Rossi", "Albergo Azzurro", "Albergo Miranda" e "Il Piacere di un Bicchiere", per il contributo al buffet delle serate, e, soprattutto, ai Padri Domenicani, nella persona del Superiore padre Daniele Mazzoleni, per la cortese e squisita ospitalità, ormai pluridecennale, nel "Chiostro", scrigno di suggestiva bellezza dagli echi di una consolidata storia di fede che ci giunge dai secoli passati.

...E QUELLE ALL'AUDITORIUM DEGLI STELLATI

Degna conclusione degli appuntamenti estivi d'intrattenimento culturale de U Campanin Russu, le due serate all'Auditorium degli Stellati (c/o N.S. Assunta), martedì 4 agosto con "IL CIBO DEGLI ESERCITI NELL'ERA NAPOLEONICA", a cura di Marco Fracchia, storico, già gradito ospite al Chiostro, che ha svolto un'interessante conferenza sul problema dell'approvvigionamento alimentare degli eserciti nell'era napoleonica, pagina sconosciuta ai più e che ha appassionato il pubblico per i suoi risvolti sociali e di costume, come la ricetta del "pollo alla Napoleone" confezionatogli dal suo chef, lo svizzero Dunand, dopo la vittoria di Marengo Mercoledì 5 agosto è stata la volta di Maria Grazia Giambattista Bampi, che ha presentato "E RICETTE DA FAMIGGIA BAMPI", interessantissimo viaggio nella cucina di casa nostra, ma non solo, con introduzione del marito, prof. Franco Bampi, notissimo esperto della nostra "lingua" ligure, presidente de "A Compagna" di Genova e traduttore del libro della moglie. Una serata veramente "gustosa", con menù, notizie storiche e aneddoti, il tutto corredato da poesie e interventi appropriati del pubblico. Anche a questi graditi ospiti delle due ultime serate sono state donate, dai Vice Presidenti Adriano Mantero ed Ettore Candela, le artistiche ceramiche riproducenti il Campanile di S. Ambrogio, opera dell'artista e socia Anna Pittaluga. La conduzione di detti eventi, come i precedenti, è stati condotti dal Presidente Giovanni Ghione con abile proprietà, coadiuvato da Gianni Giusto, Adriano Mantero, Ettore Candela, Tomaso Pastorino, Berto Conforti e letture di poesie da parte di Mario Traversi e dello stesso Giovanni Ghione, con riprese TV di Giuseppe Bruzzone, cameraman ufficiale de U Campanin Russu L'Assessore alla Cultura Mariangela Calcagno ha portato il saluto dell'Amministrazione Comunale, complimentandosi con U Campanin Russu per l'intenso lavoro svolto per divulgare storia e cultura non solo locale. È seguito un confortevole rinfresco, sigla di prammatica delle manifestazioni dell'associazione e un arrivederci ai prossimi appuntamenti.

VOXI DE LIGURIA 2015

Anche quest'anno, come ormai da tradizione, presso l'Oratorio di N.S. Assunta è stato rispettato l'appuntamento con "VOXI DE LIGURIA", classico "remember" musical-poetico di Bruno Lofrano (chitarra e canto) e Mario Traversi (poesia), tenutosi nella serata di mercoledì 29 luglio, alla presenza
di un pubblico numeroso, lietamente composto di concittadini e ospiti della colonia balneare, tra cui un gruppo di turiste svizzere, ormai fedelissime di
questa manifestazione. Gradita presenza anche quella del Superiore degli Araldi della Fede, padre Giacomo. Il repertorio presentato dal duo Lofrano-Traversi ha spaziato dal ligure all'italiano moderno e, per la prima volta, allo stil novo d'ispirazione dantesca, rilanciato attraverso rivisitazioni elaborate da Traversi, visibilmente apprezzate dal pubblico. La chitarra di Lofrano ha richiamato gli echi del mare, storie di naviganti e di pescatori, ma anche delicati pensieri d'amore e inediti dal sapore fiabesco, riscuotendo ampi consensi, premio all'impegno e alla serietà del direttore del coro dei Cappuccini. Una
manifestazione riuscita in ogni dettaglio, spostata dal piazzale all'interno della Chiesa per il persistere di un vento malandrino e risultata una scelta
vincente. Come sempre, ottima l'organizzazione dei confratelli di N.S. Assunta, guidati dal Priore Gerolamo Delfino, con la collaborazione di Antonio Danaidi, Andrea Delfino, Giuseppe Ghigliazza e le preziosissime consorelle. Un rinfresco ad hoc ha concluso l'edizione 2015 di "Voxi di Liguria" con un arrivederci al prossimo anno.

GLI "ANACRONISMI" DI SILVIO CRAVIOTTO

Silvio Craviotto è senza dubbio la penna più prolifica di Varazze (e forse ben oltre...), stante l'infaticabile mole di scritti, vuoi di poesia che di prosa, che ci ha regalato nel corso della sua cavalcata letteraria, e che sicuramente ci regalerà ancora. "ANACRONISMI" è l'ultima sua fatica (se così si può chiamare l'evidente facilità e gioia con cui compone le sue opere) ed è un volo di osservazioni d'ironica saggezza e di ricordi che spaziano nell'arco di una vita densa di esperienze, dove non mancano precisi riferimenti a persone note della nostra città e al loro operare, nonché ammonimenti su tragedie che hanno coinvolto il nostro passato e sulla necessità di trarne opportune lezioni (Ricostruiamo insieme). Di drammatica attualità, nella seconda di copertina, "Dite
che sono
una parte di voi, ma mentite. Io sono me stesso. Il vostro scopo, nel costruirmi, era falso" (Poesia composta da un cervello elettronico diventato autocosciente) spiega Craviotto che ci riporta al film di Kubrick "Odissea nello spazio". Bersaglio colpito in pieno in questa società di computer e di cellulari. Bravo Silvio, non arrendiamoci al banale della norma e della resa incondizionata al progresso...(ANACRONISMI - Graforam di Romei Longhena Manuela. Varazze - giugno 2015)

IL PERSONAGGIO DEL MESE: GASPARE INVREA

Con lo pseudonimo Remigio Zena, Gaspare Invrea, figlio del costruttore del santuario della Madonna della Guardia di Varazze, Fabio Invrea, nacque a Torino il 23 gennaio 1850 e morì a Genova l'8 settembre 1917 (da qui la nostra scelta quale personaggio del mese) ed ebbe con Varazze un ininterrotto rapporto di felice amicizia e di vero amore fin dall'adolescenza.. Uomo di lettere e stimato diplomatico, appartenente ad una delle più antiche e illustri famiglie della nobiltà ligure, nel 1867 si arruolò, come zuavo, nelle forze che tre anni dopo si batterono nella difesa di Roma in favore del Papa, rifiutandosi in seguito di proseguire la carriera militare in Francia nelle file di un esercito "repubblicano", nonostante serie possibilità di un rapido avanzamento. Tra il 1897 e il 1899 fu scelto come rappresentante italiano presso il Tribunale Internazionale di Canea nell'Isola di Candia. Percorse tutta la carriera forense, collaborando a giornali e riviste regionali e nazionali, ma il suo nome, sotto lo pseudonimo di Remigio Zena, rimane legato come poeta e
romanziere, a opere quali: "Zena do 1878", "Poesie Grigie", "Le Pellegrine", "Olympia", "Le anime semplici", "In Yacht da Genova a Costantinopoli" (Giornale
di bordo, nel quale è raccontata la traversata sullo "Sfinge" del m.s. cap. Cesare Imperiale di Sant'Angelo), "La bocca del lupo", nel quale si racconta di
un borgo marinaro ligure che vuole essere la Varazze da lui tanto amata, e "L'Apostolo".Gaspare Invrea trascorse gli ultimi anni della sua vita, in
crescente cecità, tra Genova, dove frequentò la Società Ligure di Storia Patria, e Varazze. Fu amico di Girolamo Rovetta, Domenico Oliva, Giannino
Antona Traversi ed Emilio Treves. Di lui scrisse molto bene Elio Vittorini. Alla sua morte fu ricordato nel santuario della Madonna della Guardia di Varazze con una lapide sulla quale sta scritto "Gaspare Invrea, Avvocato Generale Militare, Romanziere e Poeta, Remigio Zena in memoria" In concomitanza con il numero di questo mese del Giornalino, ci è parso doveroso ricordare questo illustre, e forse non conosciuto abbastanza, figlio a tutti gli effetti della nostra Varazze.       

POESIA: TRIPLETTA VARAZZINA A TARSOGNO


Quasi un exploit varazzino alla 28^Edizione del Premio Naz.le di Poesia "TARSOGNO E ALTA VAL TARO" (PR) e 18^ Edizione del Premio Naz.le di Poesia "L'AMBIENTE", le cui premiazioni si sono svolte domenica 9 agosto, nel salotto letterario del Teatro Ducale di Tarsogno, alla presenza delle massime autorità della Val Taro e di un folto e scelto pubblico. Infatti, la nostra concittadina Vera Palomo, con la poesia "Piccoli gesti", ha vinto il 1° premio
nella sezione "Ambiente", mentre per la sezione Tarsogno e Alta Val Taro, i varazzini Mario Traversi e Gabriella Gasparini, con le poesie "Qui, dove perdersi è ritrovarsi" e "Tornare a Tarsogno", si sono classificati rispettivamente al terzo e quinto posto. Messe di premi per i nostri portacolori e indubbio onore per Varazze, sugli scudi di una competizione con oltre duecento poeti provenienti da tutta Italia.



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